- RietiLAB

Vai ai contenuti

Menu principale:

TERRITORY
I SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI:
LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE INTEGRATA PER LO SVILUPPO LOCALE
di Luisella GUERRIERI (*)

Il territorio è una produzione sociale, un sistema complesso in cui le azioni stratificate delle comunità che lo hanno abitato e lo abitano hanno determinato l’integrazione, unica e riconoscibile per ogni luogo, tra valori culturali e naturali.
 
Ragionare di sistemi territoriali, piuttosto che di territorio, è un mezzo per facilitare la comprensione profonda ed autentica del salto concettuale operato negli ultimi anni da alcuni strumenti di programmazione e pianificazione che, travalicando confini ormai obsoleti, hanno avvicinato materie apparentemente distanti: la valorizzazione dei beni culturali, lo sviluppo socio-economico, la tutela delle risorse non riproducibili, l’innalzamento della qualità della vita delle comunità.
 
Il caso dei Sistemi Ambientali e Culturali della Regione Puglia è una esemplificazione interessante di questo nuovo corso delle strategie territoriali di valorizzazione delle risorse identitarie dei territori.
 
Per raccontarne il percorso, lungo e non sempre facile, ma alla fine efficace, innovativo e moltiplicatore di processi virtuosi, è bene inquadrarlo in una stagione fertile di sperimentazioni e di “apprendimenti collettivi”. Il PPTR prima di tutto,  che tra i cinque progetti territoriali per il paesaggio della regione Puglia inserisce i sistemi territoriali per la fruizione dei beni culturali, superando la visione dei beni culturali e paesaggistici come punti isolati, interpretandoli e normandone l’uso in quanto sistemi territoriali complessi.
 
Partendo da questo contesto di riferimento il Programma di Attuazione Pluriennale (PPA) dell’Asse IV del PO FESR 2007-2013 ha dettagliato le modalità operative per l’attuazione delle strategie territoriali integrate di valorizzazione delle risorse naturali, culturali e turistiche della Puglia e  “…..per ottenere un adeguato impatto territoriale degli interventi di valorizzazione culturale, ambientale e turistica, ….ha promosso la valorizzazione e gestione sul territorio di Sistemi Ambientali e Culturali (SAC)”.
 
I SAC sono aggregazioni  di risorse ambientali e culturali del territorio (materiali e immateriali), adeguatamente organizzate e gestite.
 
I SAC non sono quindi nuovi piani e programmi, ma insiemi di beni e di attività valorizzati in modo innovativo attraverso azioni di gestione integrata, nel quadro di un percorso di sviluppo e attrattività territoriale condotta a livello locale e regionale.
 
Non è facile restituire in poche pagine quantità e qualità degli attori e delle azioni che hanno contribuito a rendere alcuni dei Sistemi Ambientali e Culturali un percorso riconosciuto di innovazione per la valorizzazione integrata dei beni culturali e ambientali regionali. Tra queste ultime  sicuramente fondamentale è stata la scelta regionale di finanziare le proposte dei territori attraverso un processo negoziato, partito da un percorso comune di formazione in cui esperti regionali e attori locali hanno condiviso la costruzione dell’idea forza della proposta, della sua strutturazione in obiettivi, strategie ed azioni.
 
I SAC non hanno finanziato interventi infrastrutturali, ma forniture e servizi per rendere i beni culturali già ristrutturati e fruibili, anche se privi di un programma sostenibile di gestione, un sistema integrato e riconoscibile di erogazione di servizi culturali innovativi.
 
L’elemento chiave del programma è stato quello di mettere assieme contenitori culturali e beni ambientali di straordinaria bellezza,  male o poco utilizzati, inserendoli in una strategia unitaria di valorizzazione di lungo periodo, per trasformarli in centri di aggregazione e produzione di racconti aventi come tema il territorio ed il paesaggio nella loro complessità ed interezza.
 
Proviamo a rendere conto del processo descritto attraverso il racconto dell’esperienza del SAC Salento di Mare e di Pietre, un’aggregazione di beni culturali e ambientali che 14 comuni del Sud Salento, in partenariato con la Provincia di Lecce, l’Università del Salento ed il GAL Serre Salentine, hanno messo assieme in un progetto di valorizzazione basato su tre principi:
 
  1. i beni culturali di base, in particolare le biblioteche ed i musei, devono diventare luoghi attraenti per la comunità che abita il SAC e contribuire ad accrescere la qualità della vita degli abitanti.
  2. la rete dei beni culturali e ambientali può diventare una rete di servizi (culturali e non) per chi percorre in bicicletta la Puglia, contribuendo a diffondere i valori della mobilità lenta e sostenibile.
  3. i beni culturali e ambientali devono contribuire a raccontare il territorio del SAC, fatto di mare e di pietre,  e ad accrescere la consapevolezza del valore del luogo che si abita o si attraversa.
 
Obiettivo del SAC Salento di Mare e di Pietre è stato quello di mobilitare i flussi balneari costieri verso i beni culturali ed ambientali dell’entroterra salentino,  attraverso la strutturazione ed il potenziamento della rete fisica (percorsi cicloturistici) ed immateriale (il racconto del mare e delle pietre e la rete degli attori locali).
 
La cultura come fattore chiave delle politiche di sviluppo territoriale è stato un altro importante obiettivo del SAC: le biblioteche, i musei, i luoghi che producono cultura sono la nuova infrastrutturazione sociale di un territorio che considera la valorizzazione dei beni culturali e ambientali non solo come elemento di attrattività, ma anche come motore di innovazione e crescita interna e soprattutto di coesione sociale.
 
Costruire competenze culturali, rendere il SAC un luogo per l’apprendimento innovativo, stimolare le avanguardie culturali a produrre contenuti per raccontare il territorio del SAC: questa la strategia generale del SAC Salento di Mare e di Pietre.
 
Il quadro delle azioni è stato quindi costruito attribuendo ai beni ed ai servizi culturali del SAC due differenti valenze territoriali: le piccole biblioteche ed i piccoli musei, valorizzati con allestimenti nuovi ed utilizzati anche per la realizzazione di laboratori didattici aventi un tema comune (secondo una trama di connessioni immateriali che ne fa un sistema unitario), contribuiscono ad incrementare il capitale sociale del territorio ed a diffondere capillarmente contenuti culturali innovativi, rimanendo spazi a forte connotazione pubblica; alcuni beni acquisiscono invece, attraverso appalti integrati  di allestimento e gestione, un carattere di servizio collettivo del SAC, rivolto agli utenti del territorio ma anche, per la valenza dei servizi erogati, ai potenziali fruitori esterni. Questi beni serviranno a sperimentare forme innovative di rapporto tra enti locali e operatori economici privati, nel rispetto di standard prestazionali elevati e con meccanismi di premialità per le aggregazioni tra privato e terzo settore, per la multidisciplinarietà e la capacità di fare rete.
 
Attraverso un percorso di animazione territoriale e riconoscimento delle specificità locali, sono stati individuati sette poli specialistici per l’erogazione di servizi collettivi:  il centro delle produzioni narrate del SAC (il teatro), il centro delle produzioni digitali del SAC (la comunicazione), il centro per la mobilità sostenibile del SAC, il polo archeologico, il centro per l’arte contemporanea, il parco naturale regionale Isola di S.Andrea e litorale di Punta Pizzo, l’officina della biodiversità e delle produzioni locali.
 
Un forte elemento di innovazione, nell’iter di realizzazione della proposta, è stato quello di scomporre il procedimento amministrativo necessario all’individuazione dei gestori dei servizi di valorizzazione localizzati nei beni, per costruire un sistema a rete a più livelli:
 
  • i servizi culturali di base, localizzati nelle biblioteche e nei piccoli musei (servizi puntuali), sono stati  oggetto di gare singole (un unico appalto frazionato in lotti funzionali) finalizzate alla realizzazione di laboratori aventi come tema unitario  la produzione innovativa di contenuti narrativi (il racconto del mare e delle pietre). La frazionabilità dell’appalto ha avuto come obiettivo quello di rendere la gara accessibile anche a piccole realtà locali, nel rispetto di standard di qualità uniformi.
  • i  servizi di  carattere collettivo (servizi territoriali) sono stati oggetto di gare unitarie che hanno messo assieme la progettazione di contenuti e di attività culturali alle dotazioni tecniche ed al progetto di allestimento necessari al loro svolgimento. I gestori di questi servizi hanno l’obbligo di realizzare una parte delle attività culturali proposte all’interno delle biblioteche del SAC, con l’obiettivo di fornire servizi avanzati anche alle piccole realtà locali, di rafforzare l’offerta culturale integrata dei beni e di aumentare il livello di consapevolezza del territorio.
 
Oggi tutti gli attori del sistema hanno un ruolo preciso nell’articolata architettura gestionale  immaginata per non banalizzare la complessità del territorio che ne costituisce il contesto. Un organismo di coordinamento pubblico definisce le azioni di sistema e garantisce l’integrazione tra i servizi erogati da 18 gestori, piccoli e grandi; tutti accomunati dall’obiettivo di raccontare a cittadini e visitatori il mare delle coste e le pietre dell’entroterra, connessi dalla  rete della mobilità lenta, in uno scambio bidirezionale tra uomo e paesaggio, prezioso giacimento di idee, invenzioni e racconti.

(*) Ingegnere, Responsabile tecnico del SAC Salento di Mare e di Pietre
 
Ultimo aggiornamento 11/02/2016
Cerca
Torna ai contenuti | Torna al menu